mente in equilibrio: il tuo benessere psicologico

Prenditi cura della tua salute mentale

La professione

Chi è lo Psicologo?

Lo Psicologo è un professionista che, dopo aver acquisito strumenti e metodologie grazie a una formazione specifica, si occupa di aiutare persone, gruppi, organizzazioni e comunità con l’obiettivo di facilitare un cambiamento, di promuovere un maggior benessere e di sostenere una migliore qualità della vita. Più nello specifico favorisce:

  • una maggiore consapevolezza di sé e delle situazioni che si affrontano;
  • l’attivazione di risorse personali e sociali;
  • il potenziamento delle proprie capacità emotive;
  • una maggiore autonomia decisionale;
  • la capacità di osservare una circostanza da diversi punti di vista.

Obiettivo dello Psicologo non è solo quello di aiutare le persone a riscoprirsi autonome, efficaci e solide di fronte al superamento di eventuali difficoltà, ma anche quello di favorire e promuovere una maggiore consapevolezza di sé e una più solida conoscenza delle proprie qualità in ottica di prevenzione e di benessere percepito.

Studio C3 - Cirie' - Psicologia
Studio C3 - Cirie' - Psicologia
Studio C3 - Cirie'

Alcuni esempi

Quando richiedere una consulenza dallo Psicologo?

Colloqui psicologici

Colloquio per il potenziamento delle proprie risorse psicologiche, emotive e relazionali, per la riscoperta e l’attivazione delle proprie capacità, per il superamento delle difficoltà e/o per la promozione di un maggior benessere, per lo sviluppo della resilienza e per il miglioramento della propria qualità della vita.

Psicologia dello sport e della prestazione

Percorsi di ottimizzazione della prestazione sportiva da un punto di vista psicologico, attraverso la presa di consapevolezza e il potenziamento dei meccanismi mentali che intervengono nella performance, al fine di far emergere nella prestazione l’espressione della propria massima efficacia e genialità.

Esperienze di stress-reduction in natura

Esperienze all’aria aperta di immersione in natura per la riduzione dei livelli di stress e ansia, per un maggior equilibrio psicofisico, per la riscoperta delle risorse personali, per una migliore gestione emotiva, per l’attivazione della creatività, per il miglioramento della qualità della vita e in generale per la riduzione delle difficoltà generate dal “deficit di natura” odierno.

Formazione individuale e di gruppo

Sessioni e percorsi di formazione per argomenti che spaziano dall’ottimizzazione della prestazione al miglioramento della qualità della vita; dalla gestione delle dinamiche relazionali e organizzative all’accrescimento della propria consapevolezza; dal potenziamento delle proprie soft skills all’aumento della biofilia. I percorsi di formazione si basano sull’analisi della domanda delle richieste emergenti e vengono costruiti su misura in base alle necessità.

Il nostro Psicologo

Studio C3 - Cirie' - Psicologia - Niccolò Starnai

Dott. Nicolò Starnai

Psicologia clinica – psicologia dello sport – mindfulness – psicologia nature-based

Esperto in Psicologia dello Sport e in Psicologia Nature-Based. Psicologo delle Emergenze. Facilitatore Mindfulness. Coach ad orientamento ericksoniano costruttivista (ipnosi naturalistica). Valutatore di impatto sociale (CEPAS). Istruttore Forest Bathing (Diploma Nazionale CSEN). Guida Escursionistica Ambientale (Regione Piemonte)

Venerdì (su appuntamento)
14:00 – 21:00

*L’orario potrebbe subire variazioni, per cui ci si riserva sempre la possibilità di definire luoghi e tempi diversi in base alle reciproche necessità ed esigenze, con flessibilità e buon senso

“Senza scomodare troppo mostri sacri del pensiero umano come Milton Erickson, Carl Gustav Jung e Vincent Van Gogh, provo a esprimerne i concetti nella quotidianità e nell’esperienza lavorativa con la serietà di non prendersi troppo sul serio, ma con leggerezza e ironia.”

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Tra gli anni delle medie e i primi anni delle superiori, guardando lo sport in tv, mi domandavo piuttosto ingenuamente come fosse possibile che alcuni atleti riuscissero a fare la differenza durante le proprie prestazioni, spesso in modo eroico ed esaltante. Come preparavano la gara? Come riuscivano a gestire la pressione dell’evento? Come era possibile ottenere vittorie così intense pur partendo da sfavoriti, e di contro cosa interveniva nel perdere la gara nonostante i favori del pronostico? Cosa erano effettivamente vincere e perdere?
Intuii (o probabilmente semplicemente sperai) che la risposta fosse nell’atteggiamento mentale e dunque nella psiche degli eroi dello sport, per cui decisi abbastanza presto di studiare psicologia nel proseguire il percorso di studi. Decisi di affrontare la Laurea in Psicologia del Lavoro e delle Organizzazioni, incuriosito soprattutto dalle dinamiche che nascono e si sviluppano nei gruppi e nelle organizzazioni. Parallelamente decisi di perfezionarmi in Psicologia dello Sport e in Sport, Life e Business Coaching, per tentare di dare qualche risposta alle domande che mi avevano mosso negli anni precedenti. Oggi, rispetto a un tempo, mi rendo conto che tali risposte sono estremamente diversificate e ricche di variabili; ma ora come allora nutro profonde curiosità e meraviglia nei confronti dei meccanismi mentali che intervengono nella performance e in generale nell’orientare la vita di uno sportivo.

Approfondire gli elementi e gli aspetti che definiscono la Psicologia dello Sport ha avuto l’inatteso effetto di farmi avvicinare alla Psicologia Clinica. In particolar modo, è sorto in modo piuttosto spontaneo una domanda: gli sportivi riescono ad attivare le proprie capacità e risorse mentali in modo così efficace in contesti e in condizioni di vita spesso molto stressanti. È possibile dunque per tutti attivare le proprie risposte e le proprie capacità nel superare le grandi e piccole difficoltà e nel migliorare la propria qualità della vita?
Nel tentativo di trovare una risposta mi avvicinai all’orientamento ipnotico Ericksoniano e alla Psicologia Transpersonale. Il primo vede l’inconscio dell’essere umano non tanto come un luogo oscuro di rimozioni e difese, quanto piuttosto come un contenitore di risorse, soluzioni e risposte che necessità di essere attivato per permettere i miglioramenti e orientare i cambiamenti di cui necessitiamo (spesso senza saperlo consciamente) nelle nostre vite. La seconda studia e approfondisce quelle che sono le facoltà superiori della mente, come decision making, problem solving, intuizioni e insight, stati spirituali e in generale gli stati superiori di coscienza.
Il passaggio successivo è stato quello di avvicinarmi alla Mindfulness, diventandone facilitatore. Tali discipline hanno avuto l’effetto di farmi comprendere (non solo capire), secondo i canoni del Costruttivismo, che la realtà dipende dal modo in cui la si interpreta e che le soluzioni molto spesso sono parte stessa del problema: attivando capacità e facoltà della nostra mente è possibile generare nuove percezioni, nuovi orientamenti, nuovi stati mentali e dunque trasformare ostacoli in risorse, generando spazi di libertà inattesi.

Arrivato a questo punto avevo comunque la sensazione che mancasse qualcosa, qualcosa che sapevo esserci e sentivo piuttosto vicino ma che non riuscivo ancora a cogliere e a definire. Fu per puro caso, in un pomeriggio di Giugno, che ebbi l’intuizione: accomodato su una vecchia sedia nel giardino di casa, guardando il profilo delle montagne, il contrasto tra il verde vivido e l’azzurro intenso, tra un silenzio quasi surreale e una brezza leggera compresi che l’elemento mancante nella mia ricerca era l’integrazione della Natura. Ripercorsi mentalmente i tempi appena trascorsi ed ebbi la netta sensazione che mi si rivelasse il significato del termine “deficit da natura”. Decisi allora di approfondire gli studi sulla Psicologia Nature-Based, sulla Montagnaterapia, sulla Outdoor & Wilderness Psychology e sulla biofilia. Appresi che l’essere umano non può definire il proprio benessere né lavorare sulla propria psiche senza considerare l’ambiente fisico in cui vive, lavora e passa la maggior parte del tempo. Riscoprire l’importanza dell’ambiente naturale significava allo stesso tempo riscoprire l’importanza del corpo e del movimento: “Mens sana in corpore sano”, come già sostenevano i latini. Iniziai dunque a esplorare le modalità e le possibilità con cui integrare corpo, mente e ambiente a ciò a cui avevo tentato di dar risposta.

Fino ad ora, questi temi hanno rappresentato dei piccoli punti di svolta che orientano non solo la vita professionale ma anche quella personale e quotidiana. Elementi che cerco di lasciar emergere in modo spontaneo e naturalistico, i quali rappresentano fattori coltivabili e allenabili che possono intervenire nel miglioramento della vita di ognuno. In ogni caso, sempre lasciandomi incuriosire e meravigliare da quello che può o potrà essere, e da tutte le nuove domande che sorgeranno.

Domande frequenti

Qui trovi le domande più frequenti sulle consulenze psicologiche.
Se non hai trovato quello che cercavi, contatta i professionisti dello studio!

Quanto costa la prima seduta?

La prima seduta, benché molto spesso risulti una delle più importanti per la definizione della situazione e per l’attivazione delle risorse motivazionali della persona, ha lo stesso costo delle sedute successive. Ogni seduta ha un costo che può variare in base alla tipologia di intervento richiesto (vedi principali servizi) e alla presenza o meno di convenzioni stipulate.

C’è un numero minimo di sedute?

Non esiste un numero minimo di sedute, così come non ne esiste un numero massimo. Ne consegue che non è possibile definire un numero prestabilito di sedute. L’approccio utilizzato è quello della massima efficienza, per cui l’obiettivo è quello di sostenere la persona nel raggiungimento dei propri obiettivi e nel consolidamento delle risorse apprese nel minor numero possibile di incontri.

In alcune situazioni, soprattutto per quel che riguarda i percorsi in Psicologia dello Sport, gli incontri si possono trasformare, su richiesta dell’individuo, in una consulenza che comprende tutta la stagione agonistica o parte di essa.

Si può richiedere una consulenza? Se sì, è gratuita?

Innanzi che avvenga il primo incontro tendenzialmente avviene un contatto telefonico tra persona e psicologo, durante il quale viene fatta una prima analisi della domanda e della situazione. Questo momento, di assoluta importanza, può essere considerato come una prima consulenza, in quanto molto spesso si sceglie se passare a un incontro successivo o se sia più efficace inviare a qualche collega più pertinente alle richieste emerse.

Questo primo contatto telefonico, spesso piuttosto approfondito, è sempre gratuito.

Come avviene il colloquio?

Il colloquio può avvenire secondo diverse modalità, in base alle necessità e alle richieste (come per esempio la richiesta di un’attività di stress-reduction in natura), ai diversi impegni (come per esempio una trasferta sportiva che impedisce di vedersi in presenza) e/o a eventuali contingenze logistiche si definirà la scelta più idonea:

  • in presenza;
  • online;
  • outdoor, quindi all’aria aperta.

Si mantiene la massima flessibilità per quel che riguarda lo svolgimento degli incontri. Tendenzialmente questi hanno durata di circa 50-60 minuti, ma anche questa indicazione, in relazione a particolari esigenze o peculiarità, può essere variabile e modificarsi in base alle esigenze (come per esempio un’esperienza outdoor che ha una durata maggiore o la richiesta di osservare una gara o un allenamento).

A chi è rivolto il servizio di psicologia?

Il servizio di Psicologia è rivolto ad adolescenti e adulti, a partire da circa 15 anni di età. Non vi sono particolari indicazioni rispetto alla possibilità di iniziare un percorso o meno o di richiedere un appuntamento. Due sono i fattori che verranno tenuti in considerazione da parte del professionista:

  • in prima analisi la richiesta emersa, in quanto potrebbe necessitare di un aiuto da parte di professionisti diversamente qualificati;
  • in secondo luogo la qualità della relazione di aiuto instaurata, in quanto l’efficacia degli incontri si basa prevalentemente su questa e pertanto anche qui potrebbe essere necessario un tipo di aiuto diverso.
Che differenza c’è tra Psicologo, Psicoterapeuta e Psichiatra?

Benché si occupino tutti della psiche della persona, vi è una differenza piuttosto sostanziale tra Psicologo, Psicoterapeuta e Psichiatra.
Per quanto riguarda chi è e cosa fa lo Psicologo si rimanda alla descrizione iniziale.

Lo Psichiatra è un medico poiché laureato in Medicina e successivamente specializzatosi in Psichiatria. : ciò significa che ha la facoltà di prescrivere farmaci, elemento precluso sia agli psicologi che agli psicoterapeuti (se non anche psichiatri).

Lo Psicoterapeuta è un professionista, formatosi in psicologia o psichiatria, che affronta una ulteriore specializzazione della durata di alcuni anni per diventare professionista della cura, il che gli consente di lavorare sulla patologia psichica e dunque sul sintomo vero e proprio (mentre lo psicologo si occupa di sostegno, consulenza, empowerment delle risorse, diagnosi, facilitazione del cambiamento e promozione del benessere).

In sostanza, tutti e tre i professionisti si occupano della psiche degli individui, con approcci, prospettive e formazioni diverse e assolutamente integrabili.

In cosa consiste il “deficit da natura”?

Il “deficit da natura” è un disturbo sintomatico non ancora del tutto riconosciuto a livello clinico che si manifesta come uno stato di malessere generalizzato e si sta sviluppando in modo repentino e diffuso nella nostra società odierna. Questa condizione infatti si manifesta nelle persone che trascorrono la maggior parte del proprio tempo in ambienti al chiuso (case, uffici, automobili, metropolitane, servizi di trasporto…): i più recenti studi affermano che l’adulto occidentale arriva a trascorrere fino al 90% della propria giornata in un ambiente indoor.

Tale situazione provoca alcune difficoltà e stati di malessere quali malumore e malessere generalizzato, aumento dell’ansia e dell’irritabilità, difficoltà emotive e sociali, maggiore sedentarietà con tutti i rischi annessi, difficoltà nella gestione dell’attenzione e della concentrazione, maggiore irrequietezza e agitazione, aggressività e isolamento, minori capacità di adattamento e problem solving e di attivazione della creatività.

Quali sono i benefici apportati dall’ambiente naturale?

Trascorrere del tempo all’aria aperta, in un contesto prevalentemente naturale, è il principale elemento che può portare alla diminuzione del “deficit da natura” e dunque alla riduzione di tutte le conseguenze negative a esso associate. Allo stesso tempo, l’ambiente outdoor naturale non ha solo la capacità di “limitare i danni”, ma anche e soprattutto quella di potenziare numerose capacità innate dell’individuo: senso di rilassatezza e tranquillità, riduzione di ansia e di stress, maggiori capacità di concentrazione e ristorazione dell’attenzione, maggiore equilibrio emotivo e calma interiore, predisposizione all’ascolto di sé e degli altri, potenziamento delle proprie capacità cognitive e creative, facilitazione dell’adattamento e della flessibilità sono fattori che vengono attivati dalla natura e dal movimento fisico trascorso in essa (camminata ma non solo).

Quali sono gli obiettivi delle esperienze di stress-reduction?

Le esperienze di stress-reduction in natura vogliono aiutare individui e gruppi a riscoprire e a potenziare le modalità con cui frequentare la natura, con l’obiettivo di ottenerne i maggiori benefici possibili attraverso pratiche psicologiche e psicofisiche dedicate. Se è vero che il tempo trascorso in natura può di per sé portare benefici, è ancora più vero che questi possono essere amplificati e protratti nel tempo grazie a pratiche consapevoli volte proprio a una maggiore connessione con sé e con l’ambiente che ci circonda.

L’obiettivo di tali esperienze è quello di far apprendere alle persone tecniche e modalità capaci di attivare gli stati mentali più adatti ad ottenere una riduzione dello stress grazie alla frequentazione della natura e dunque a migliorare la propria qualità della vita grazie ai benefici sopra esposti. In questo modo le persone possono diventare autonome nel praticare i propri momenti di immersione in natura con maggiore consapevolezza ed espressività.

Quali sono i vantaggi nel fare colloqui outdoor?

I benefici delle esperienze di stress-reduction in natura si possono ottenere anche all’interno dei colloqui psicologici, quando svolti all’aria aperta. Il contesto naturale, così come il movimento fisico della camminata, spesso si pongono come acceleratori e catalizzatori del cambiamento, favorendo prese di coscienza, intuizioni e salti di prospettiva che facilitano e rendono più solidi e duraturi i risultati del colloquio stesso.

Di cosa si occupa la psicologia dello sport?

La Psicologia dello Sport è il ramo della psicologia che interviene sui meccanismi mentali che intervengono nella prestazione, con l’obiettivo di far esprimere l’atleta al massimo delle sue capacità, facendo coincidere il valore potenziale con il valore reale. Il fine ultimo è quello di facilitare una maggiore consapevolezza nell’atleta per avvicinarsi il più possibile ai risultati desiderati, esprimendo pienamente le proprie capacità e performando in modo ottimale anche da un punto di vista psicologico.

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